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BIOGRAFIA

 Gli Inizi...

La carriera artistica di Lino Blandizzi, cantautore nato a Napoli nel pomeriggio di un 21 ottobre, inizia all'età di 12 anni quando i suoi genitori gli regalano, dietro sua insistenza, una chitarra: i primi accordi, le prime melodie... prende vita così il suo sogno ! Ma il suo chiodo fisso è di cantare le sue canzoni, così per allargare i suoi orizzonti, inizia a comporre e studiare pianoforte, ad esibirsi in pubblico tutte le volte che ha la possibilità, affinando sempre di più il suo modo di fare musica, passando così attraverso la solita ed inevitabile gavetta.

 I primi passi...

I primi passi nel mondo discografico arrivano con la pubblicazione del primo album: "Lo specchio delle verità" nel '90, seguito da un Q disc "Cercasi esorcisti" nel '94 e dall'omonimo "Blandizzi" nel '95. La sua carriera inizia a delinearsi, conquistando passo dopo passo, consensi da parte del pubblico e della critica. Due brani: "A camminare" nel '95 e "Senza te" nel '96 vengono inseriti nella compilation del Midem, il mercato internazionale del disco di Cannes.

 L'esordio...

Ma il suo primo vero esordio come cantautore ha il battesimo di Pippo Baudo al "Festival di Primavera" insieme ai big della canzone, a cui farà seguito il Premio "Rino Gaetano", il "Grammy Europeo - Spazio D'Autore" Rai Uno, il Girofestival, Roxy bar, Help, etc... Casuale e fortunato risulta l'incontro con una delle ultime "voci" della tradizione autentica napoletana espressa nel mondo ai livelli più alti: il maestro Sergio Bruni che, dopo aver ascoltato una sua canzone in lingua, "Ma dov'è", da lui definita romanza, gli propone di inciderla e cantarla insieme. Il duetto con Blandizzi è l'ultimo lavoro discografico che il Maestro ha lasciato con un'emozionante documento video.

 Gli obiettivi...

Tra gli obiettivi del cantautore c'è anche quello di raccontare e di valorizzare, attraverso la musica, la trasformazione della sua città non solo dal punto di vista architettonico ed estetico, ma soprattutto da quello interiore e morale. Scrive quindi un brano che è una dichiarazione d'amore per Napoli dal titolo "Per la mia città", presentata in Piazza del Plebiscito l'11 settembre 2002 in occasione del concerto commemorativo in ricordo della tragedia delle Twin Towers: "La forza della Pace", con un cast di artisti nazionali ed internazionali, trasmesso su Rai 2 e Rai International.

 La carriera...

Nel 2003 esce il suo album "Abbiccì"ed è subito in copertina sulla rivista specializzata "Musica e Dischi". Si nota un notevole cambiamento di stile e maturità, semplicità e immediatezza, che suscita consensi sia di pubblico che di critica. Le filastrocche di un cantautore pop che non trascura i contenuti, con la capacità di mettersi continuamente in gioco, ricominciando così, dalla A alla Z. Il brano "Abbiccì" tratto dall'alfabeto, primo strumento di comunicazione, è pubblicato anche come singolo in versione CD - DVD, diventando iniziativa pedagogica nelle scuole. (Sigla dei programmi di Rai Due "Nord, Sud, Ovest, Est" e "Sicuri di notte". Con la canzone "Mi Metto Il Casco !?!" Blandizzi è testimonial della campagna di sensibilizzazione sull'utilizzo del casco che lo porta ad una intensa attività live. Il 27 maggio 2004, come una consacrazione, si esibisce in concerto nel Teatro di Corte nel Palazzo Reale di Napoli che precede un tour nei teatri dell'Opera in Egitto. Da quella intensa collaborazione con Sergio Bruni, il 28 novembre 2005 al teatro Augusteo di Napoli riceve il "Premio Sergio Bruni" trasmesso da Rai tre. I tempi sono maturi per pubblicare l'omaggio al suo amico maestro, così dopo aver musicato anche la poesia "'A voc''e Napule" di Eduardo De Filippo che dedica a Bruni, nel dicembre 2007, esce l'atteso nuovo album "Blandizzi incontra Sergio Bruni". Continuando l'incontro con personaggi della musica e della cultura, interpreta e incide "Vierno Vattenne" l'unica poesia scritta dal giornalista e poeta Luigi Compagnone. Il singolo esce il 14 gennaio 2009 all'interno del libro ripubblicato dopo oltre quarant'anni del romanzo "L'amara scienza" di Compagnone. "Il mondo sul filo" (Clapo/Edel 2011) è il nuovo progetto discografico del cantautore, un lavoro che vuole rappresentare la condizione della vita dell'uomo in precario equilibrio, in bilico sul filo sottile e teso dell'esistenza. L'album esprime "essenzialità", "chiarezza", "impatto immediato", sicuramente un album più maturo che scopre una visione più cruda e profonda del mondo. L'uomo privato di ogni verità e certezza, lasciato pericolosamente, ma eroicamente, sul "filo" della precaria libertà e dell'incertezza del destino. Quest'uomo capace di affermare se stesso nel vuoto del "deserto che avanza".